Lo Statuto della Sala Stampa Nazionale


Premessa

In attuazione delle leggi sull’Editoria del 5 agosto 1982 n. 416 e del 25 febbraio 1987 n. 67, il Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, oggi Ministero delle Comunicazioni, ha potenziato la Sala Stampa Nazionale di Milano, la quale a tutti gli effetti viene a sostituire sia la società di mutuo soccorso “Sindacato Milanese dei Corrispondenti di Giornali” riconosciuto Ente Morale con Decreto Reale n. 345 del 3/4/1913, sia il Gruppo Milanese Corrispondenti sorto nel 1945.

La Sala Stampa Nazionale di Milano ritiene di regolamentare le sue funzioni in ottemperanza al presente statuto.


TITOLO I – Costituzione e scopi

Art. 1

E’ costituita la Sala Stampa Nazionale di Milano, con sede in Milano via Cordusio n. 4 nei locali messi a disposizione dal Ministero delle Poste e Telecomunicazioni, oggi Ministero delle Comunicazioni, con ordinamento ed amministrazione autonomi e nella forma giuridica di associazione ai sensi dell’articolo 36 e seguenti del Codice Civile, salvo adeguamento della forma stessa a successiva normativa in materia da parte dello Stato.

Essa ha lo scopo di facilitare, valorizzare e promuovere l’attività professionale dei soci nello svolgimento del loro lavoro e delle iniziative ad esso connesse.


TITOLO II - I soci

Art. 2

Possono far parte della Sala Stampa, quali soci effettivi, i giornalisti professionisti, praticanti e pubblicisti iscritti all’Ordine, in qualità di corrispondenti, vice corrispondenti o collaboratori da Milano di quotidiani, periodici, agenzie di stampa, emittenti radiofoniche, televisive e di ogni altro possibile organo di informazione.

I soci pensionati e quelli iscritti da oltre dieci anni continuano a far parte della Sala Stampa, con l’obbligo delle contribuzioni associative e conservando l’eleggibilità alle cariche sociali.

Su deliberazione del Consiglio Direttivo possono essere iscritti con ogni diritto, quali soci onorari, coloro che, giornalisti e non , abbiano conseguito particolari benemerenze verso e a favore dell’Associazione.

L’ammissione dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo in relazione all’accertato possesso nei richiedenti dei requisiti professionali su indicati e all’effettiva disponibilità dei locali.

L’iscrizione impegna tutti i soci a pagare le quote sociali entro il primo trimestre di ogni anno ed ogni altro contributo deliberato dal Consiglio Direttivo, e ad osservare lealmente le norme dello Statuto con senso di costante rispetto della dignità professionale. La quota e’ valida per l’anno solare.

Il socio moroso nel pagamento delle quote sociali per la durata di un anno decade dalla sua qualità di socio previa deliberazione e comunicazione scritta da parte del Consiglio Direttivo. Alle cariche sociali di durata triennale, sono eleggibili e rieleggibili tutti i soci in regola con il pagamento delle quote e contributi sociali. In caso di assenza prolungata e continuativa per oltre tre mesi, il socio e’ tenuto a darne comunicazione al Consiglio Direttivo.

 

TITOLO III – Gli organi sociali

Art. 3

L’Assemblea

È composta da tutti i soci.

Si riunisce in seduta ordinaria almeno una volta all’anno e in seduta straordinaria ogni volta che i membri del Consiglio Direttivo lo ritengano opportuno ovvero lo richieda un terzo dei soci.

L’ordine del giorno è fissato dal Presidente; se la convocazione è richiesta dal Consiglio Direttivo o da un terzo dei soci l’ordine del giorno deve essere dal Presidente stesso preventivamente approvato.

La convocazione, sia per le sedute ordinarie che per quelle straordinarie, è fatta dal Presidente con avviso notificato o spedito ai soci entro dieci giorni, o cinque in caso di urgenza, prima della seduta.

Le assemblee ordinarie e straordinarie possono essere convocate via posta elettronica con ricevuta di ritorno che comprovi l’avvenuta ricezione.

È validamente costituita la prima convocazione con la presenza della metà più uno dei soci e dopo un’ora dalla prima è valida qualunque sia il numero dei soci. In seconda convocazione in data diversa dalla prima è valida qualunque sia il numero dei soci.

L’Assemblea delibera validamente col voto della metà più uno dei presenti. Delibera sul bilancio preventivo e sul rendiconto annuale dell’Associazione, esprime pareri sull’indirizzo generale dell’attività di essa, elegge tra i soci tre consiglieri e, successivamente, elegge tra questi il Presidente.

È presieduta dal Presidente e, in caso di sua assenza o impedimento temporaneo, dal Consigliere più anziano; funge da Segretario un socio designato da chi presiede la seduta.

Le votazioni sugli argomenti all’ordine del giorno avvengono a scrutinio palese, per appello nominale o per alzata di mano. (è possibile ricorrere al voto per scrutinio segreto qualora lo richieda la maggioranza dei presenti.

I partecipanti che dichiarano di astenersi dal voto si computano nel numero richiesto per la validità della seduta ma non nel numero dei votanti.

Delle riunioni e deliberazioni deve essere redatto verbale, sottoscritto dal Presidente e dal Segretario e conservato in archivio.

Ogni socio può essere portatore di non più di tre deleghe da parte di altrettanti soci che non possono intervenire, ed esprimere il voto a nome dei deleganti in tutte le votazioni.

Le votazioni per l’elezione del Consiglio Direttivo e del Presidente si svolgono, al termine del triennio, alla data fissata dal Consiglio uscente.

Le votazioni si svolgono presso la sede della Sala Stampa, di persona o per delega secondo quanto stabilito in precedenza dal Consiglio, che provvederà tempestivamente a fornire l’elenco dei soci con diritto di voto; ogni socio può votare solo tre nominativi.

La proclamazione del Presidente viene fatta dall’Assemblea dei Soci alla conclusione delle operazioni elettorali.


Art. 4

Il Consiglio Direttivo

E’ composto dal Presidente e dai due membri giornalisti eletti dall’Assemblea, che abbiano non meno di due anni di appartenenza effettiva alla Sala Stampa.

È responsabile del corretto funzionamento della Sala Stampa e ha facoltà di assumere a tal fine le iniziative che ritiene più idonee; tutela, nell’ambito delle proprie competenze e possibilità, il lavoro e le esigenze dei soci; promuove manifestazioni che diano prestigio, rilievo e notorietà alla Sala Stampa in Italia e all’estero.

Decide dell’ammissione di nuovi soci; decide altresì la decadenza dei soci e il conseguente allontanamento dalla sala stampa per gravi motivi che ne rendano incompatibile la permanenza.

Il Consiglio Direttivo fissa la misura e le modalità di pagamento delle quote sociali, delibera l’istituzione di contributi straordinari a carico dei soci.

Convocato dal Presidente, eventualmente anche a richiesta dei singoli Consiglieri, è validamente costituito con la presenza di tutti e tre i membri del Consiglio e validamente delibera a maggioranza dei presenti; funge da Segretario uno dei Consiglieri o altro socio designato dal Presidente.

Qualora nel corso del triennio vengano meno per dimissioni, morte o impedimento permanente uno o due Consiglieri, essi verranno sostituiti da una nuova Assemblea straordinaria.

 

Art. 5

Il Presidente

Eletto dall’Assemblea e nella persona di un socio giornalista, ha la rappresentanza legale della Sala Stampa a tutti gli effetti e in tutte le sedi e, su apposita delega del Consiglio Direttivo, anche la facoltà di stare in giudizio.

È il garante dell’unità dei soci e dell’osservanza dello Statuto, dell’attuazione delle deliberazioni e direttive degli Organi sociali, dell’adempimento del Ministero delle Comunicazioni in ordine alla manutenzione dei locali e delle attrezzature ad essa cedute in possesso.

In caso di assenza o impedimento in via temporanea viene sostituito dal Consigliere più anziano di iscrizione all’Associazione o da altro designato per l’occasione; in caso di impedimento permanente o dimissioni, l’Assemblea provvederà alla sua sostituzione con apposita elezione a norma dell’art. 4.


Art. 6

Il tesoriere

Nominato dal Consiglio Direttivo nel proprio seno, è responsabile con funzioni di Economo dell’amministrazione delle entrate e del patrimonio sociale, curando che la gestione amministrativa e finanziaria della Sala Stampa sia conforme alle deliberazioni degli Organi sociali e alle norme di legge.

Gestisce il movimento delle entrate e delle uscite e, in accordo col Presidente, gestisce tutte le operazioni bancarie relative all’attività della Sala Stampa. Entrambi hanno potere di firma.

Le operazioni per spese superiori a 500 euro saranno sottoposte all’approvazione dell’intero Consiglio.


Art. 7

Il Revisore dei conti

Viene nominato dall’Assemblea tra un socio non appartenente al Consiglio Direttivo.


TITOLO IV – Patrimonio, Entrate, Bilancio

Art. 8

Il Patrimonio

Il patrimonio della Sala Stampa è costituito:

  • da eventuali elargizioni e finanziamenti versati alla Sala Stampa a titolo di capitale;

  • da qualsiasi bene, mobile o immobile, e da qualsiasi valore che sia stato attribuito in proprietà alla Sala Stampa per acquisti, lasciti e donazioni da parte di Enti Pubblici, Società, privati.

Art. 9

Entrate

Le entrate di gestione della Sala Stampa sono costituite:

  • dalle quote sociali ed eventuali contributi straordinari dei soci;

  • da eventuali interessi attivi da depositi bancari;

  • dalle sovvenzioni ed erogazioni varie da parte della Pubblica Amministrazione, Enti Pubblici e privati;

  • dalle sponsorizzazioni di Società pubbliche e private, di Enti Pubblici e di associazioni di categoria per le manifestazioni promosse e realizzate dalla Sala Stampa.

NB: da verificare la deducibilità fiscale delle entrate.


Art. 10

Bilancio

L’esercizio sociale si chiude col 31 dicembre di ciascun anno.

Entro quattro mesi da tale data devono essere approvati dall’Assemblea il bilancio preventivo e il rendiconto annuale.

La previsione di spesa ordinaria non potrà superare la previsione dell’entrata; eventuali sopravanzi attivi alla chiusura dell’esercizio non potranno essere stornati per attività ed operazioni estranee alle finalità della Sala Stampa, ma dovranno essere destinati – su deliberazione del Consiglio Direttivo – allo svolgimento di attività sociali nell’esercizio successivo ovvero alla dotazione di beni patrimoniali o strumentali utili al conseguimento delle finalità sociali.

 

TITOLO V – Modifiche statutarie, Referendum, Scioglimento, Norme transitorie

Art. 11

Modifiche Statutarie

Le modifiche al presente Statuto possono essere proposte dal Presidente, dal Consiglio Direttivo, dall’Assemblea o da un numero di soci non inferiore ad un terzo degli iscritti.

I due testi, quello in vigore e quello proposto, vanno rimessi alla seduta dell’Assemblea che deve discutere le modifiche.

In tale sede, l’Assemblea è validamente costituita e validamente delibera col voto di almeno due terzi dei presenti.

Art. 12

Referendum

Il Consiglio Direttivo ha facoltà di sottoporre a votazione per referendum l’approvazione di norme, iniziative e proposte di particolare importanza per la funzionalità e lo sviluppo della Sala Stampa.

Il referendum deve essere in ogni caso effettuato se richiesto da almeno un terzo dei soci.

È valido se avrà votato almeno la metà più uno dei soci e le proposte indicate nella scheda si intendono approvate se avranno avuto il voto favorevole della metà più uno dei votanti.


Art. 13

Scioglimento

Lo scioglimento della Sala Stampa deve essere deliberato dall’Assemblea dei soci col voto di almeno due terzi dei soci stessi.

Nella stessa sede e con la stessa maggioranza l’Assemblea delibererà sulle modalità della liquidazione, sulla nomina di uno o più liquidatori e sulla devoluzione dei beni e valori di proprietà della Sala Stampa.


Art. 14

Norma transitoria

Allorquando dovessero entrare in vigore nuove norme della legge sull’Editoria, il presente Statuto verrà adeguato, ove occorra, alle disposizioni legislative e ministeriali e poi sottoposto per la definitiva approvazione all’Assemblea dei soci.

Dalla data di approvazione da parte dell’Assemblea degli attuali soci e fino a eventuali nuove regolamentazioni, a norma delle emanande disposizioni legislative e ministeriali, il presente Statuto sostituisce ogni e qualsiasi altra norma statutaria e regolamentare precedentemente adottata.